La Sartiglia
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I riti ancestrali legati alla fertilità della terra e il torneo
medioevale condotto secondo le regole cavalleresche sono le due anime della Sartiglia, che si svolge a Oristano l'ultima domenica di carnevale e il martedì successivo. Il suo rituale, invariato da secoli (sembra che la festa sia stata introdotta nel 1350 per festeggiare le nozze di Mariano
II d'Arborea con la figlia del capo della flotta pisana), è ricco di simboli. Il 2 febbraio, giorno della Candelora, viene scelto
su Componidori, il cavaliere cui viene attribuita una grossa responsabilità. Se riuscirà con una corsa sfrenata a cavallo a infilare con la spada una stella, in spagnolo
"sortijilla", appesa a un filo in mezzo a una strada, il raccolto sarà abbondante. La scelta del cavaliere e del cavallo, gestita da due diversi Gremi (la Corporazione dei contadini organizza la cerimonia domenicale, quella dei falegnami la cerimonia che viene ripetuta il martedì), non è dunque operazione da poco. Su Componidori sceglie poi un suo vice e, in segreto, invita altri cavalieri.
L'ultima
domenica di carnevale, a mezzogiorno l'eletto viene condotto al pubblico rituale della vestizione che precede la corsa. Si siede e da quel momento, fino alla fine della giornata, i suoi piedi rimangono sollevati da terra. Entrano a questo punto in gioco
is Massaieddas, le vergini - maghe, guidate da sa Massaia Manna, che insieme operano su di lui un incantesimo. Sopra abiti maschili cuciono una camicia bianca priva di bottoni, e gli avvolgono poi il viso con candide bende. La vestizione viene completata con una maschera femminile, un velo da sposa e un cilindro nero.
Su Componidori, non più uomo e non del tutto donna, viene sollevato e portato sul cavallo per mostrarsi alla folla. In mano tiene
sa pippia de maiu, un mazzolino di viole e pervinche simbolo della primavera imminente. Nello stesso istante iniziano a suonare le campane, a squillare le trombe e a rullare i tamburi. Parte un corteo assordante che accompagna
su Componidori fino al luogo della corsa. Qui, a un segnale convenuto, egli si lancia al galoppo e, sguainata la spada, tenta di infilarla al centro della stella. Se il tentativo riesce la folla lo accoglie al ritorno con inni di gioia, se invece manca il bersaglio la folla lo attacca con sferzanti ingiurie. Il suo vice
e gli altri cavalieri, vestiti come lui, ripetono gli stessi gesti prima che la festa si sposti oltre le mura, con dimostrazioni di destrezza e altri giochi. La sera il corteo ritorna alla Cattedrale per la benedizione e poi al luogo della svestizione, che avviene ancora una volta ritualmente.
Is Massaieddas guidate da sa Massaia Manna restituiscono all'eletto il ruolo di comune mortale e finalmente
su Componidori può appoggiare i piedi per terra...
Chi giunge nell'isola solo d'estate può gustare una speciale rappresentazione della Sartiglia che avviene, a beneficio soprattutto dei turisti, il 15 agosto, sul lungomare di
Torregrande.
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